Incontro con l’autore. Con Anna Frajlich dialoga Giulia Randone (slavista e dottore di ricerca dell’Università di Torino)

Ore 18 – @Polski Kot, via Massena, 19 – Torino.
Ingresso libero, aperitivo a seguire. 
Anna Frajlich è una poetessa polacca di origini ebraiche che da anni vive negli Stati Uniti, dove ha insegnato lingua e letteratura polacca alla Columbia University di New York. È nata nel 1942 a Katta-Taldyk, nella Reppubblica Socialista Sovietica Kirghiza, dove era fuggita sua madre in seguito all’invasione tedesca di Leopoli nel 1941. Dopo la guerra è tornata in Polonia, abitando prima a Stettino e poi a Varsavia, dove si è laureata in lingua e letteratura polacca. Sull’onda della campagna antisemita fomentata dalle autorità comuniste nel 1968 la poetessa ha lasciato la Polonia l’anno successivo, soggiornando per qualche mese in Italia per poi, nel 1970, trasferirsi in pianta stabile a New York. Anna Frajlich è autrice di dodici raccolte di poesia. La Parlesia Editore ha pubblicato quest’anno il suo primo libro in italiano: “Un oceano tra di noi”, che sarà possibile acquistare durante la serata. Con il sostegno dell’Istituto di Cultura Polacca di Roma.

Proiezione del docufilm: “Goli Otok/Naked island”

Ore 21 – @CineTeatro Baretti, via Baretti, 4 – Torino. 
Ingresso: intero 4 euro, ridotto 3 euro (per le riduzioni consultare il sito: www.cineteatrobaretti.it).
Isola Nuda per gli slavi, Isola Calva per gli italiani d’Istria. In croato si chiama Goli Otok, in italiano più raramente isola Golli. È stato il luogo in cui il regime titino, dal 1949 al 1956, ha cercato di rieducare i filosovietici (cominformisti) al socialismo jugoslavo. E per farlo ha utilizzato, oltre all’indottrinamento politico, anche il lavoro forzato e violenze fisiche e psicologiche di ogni tipo. Il documentario di Tiha K. Gudac, (Croazia 2014, col., 75′, v.o. sott. ita./eng)
è un’indagine che la regista svolge sulla sua famiglia. Tiha K. Gudac cerca di capire il segreto del nonno, che sparito per alcuni anni era poi tornato coperto di cicatrici. Un racconto delicato che porta alla luce un segreto familiare e nazionale sulla ex-Jugoslavia: quello di Goli Otok, l’”Isola Calva”, il campo per gli oppositori politici del regime di Tito. Miglior documentario al Sarajevo Film Festival e premio CEI al Trieste International Film Festival.